Il mercato immobiliare inglese a rischio bolla

Negli ultimi anni il mercato immobiliare del Regno Unito ha vissuto una stagione molto particolare. Se prima versava in grande difficoltà, l’intervento del premier Cameron con la manovra nota col nome di funding for landing era riuscito a sbloccare la situazione, favorendo la concessione di mutui alle giovani coppie che volevano acquistare la prima casa.

I prezzi degli immobili, però, continuavano ad essere alti ed hanno subito ulteriori incrementi nel corso del tempo, anche per il notevole interesse che gli acquirenti stranieri hanno dimostrato nei confronti della City, diventata ancora più attraente agli occhi degli investitori del mercato immobiliare di alta gamma da quando il sindaco newyorkese De Blasio ha annunciato l’introduzione di pesanti tasse per gli acquirenti di immobili di lusso nella Grande Mela. Proprio come noi di Immobiliare.it abbiamo evidenziato in uno studio recente, anche gli italiani hanno cominciato ad investirenel mattone londinese che ormai rappresenta circa il 2% degli acquisti fatti dai nostri connazionali fuori dai confini italiani.

Sommando tutti questi elementi è facile comprendere come la preoccupazione dei londinesi per una prevedibilissima e pericolosissima nuova bolla immobiliare (e relativo scoppio) abbia spinto il governo ad intervenire per cercare di calmierare i prezzi ed arrestare l’impennata delle quotazioni. Per questo motivo il cancelliere di Sua Maestà Elisabetta Seconda, George Osborne, ha annunciato che il governo britannico darà nuovi poteri speciali alla Banca d’Inghilterra in modo che essa possa avviare un’attività di vigilanza sull’entità dei mutui concessi alle famiglie i quali devono essere proporzionati alle effettive capacità di guadagno di ogni nucleo familiare. Per evitare di scatenare pesanti ripercussioni sui mercati, nel contempo, Osborne ha voluto chiarire che le misure sono volte a evitare danni nel futuro e non a riparare una situazione pericolante già presente.