Dalla nuda proprietà al credito vitalizio

Se ricordate, fu proprio Immobiliare.it, ormai tre anni fa, a evidenziare come, complice anche la stringente crisi economica, lanuda proprietà stesse tornando in auge nel nostro Paese. Erano sempre di più gli anziani che, per vivere una vecchiaia più serena o per garantire una piccola eredità ai propri figli (e non costringerli a pagare le tasse di successione) vendevano l’immobile in cui abitavano conservandone l’usufrutto vita natural durante.

A riprova di questa crescente necessità, nei giorni scorsi è stato annunciato l’accordo raggiunto fra le principali Associazioni a difesa dei Consumatori (Federcosum, Adiconsum e Assoconsumatori, per citarne solo alcune) e l’Abi per il via libera al cosiddetto prestito ipotecario vitalizio che, nelle intenzioni almeno, dovrebbe affiancarsi all’istituto della nuda proprietà o, addirittura, sostituirlo. La differenza principale fra nuda proprietà e credito vitalizio è che con il secondo non si conserva il solo diritto di usufrutto sull’immobile, ma se ne mantiene anche la proprietà. Il provvedimento, ha precisato un portavoce dell’ Associazione Bancaria Italiana si rivolge ad una platea potenzialmente molto ampia; circa 12 milioni di individuiche hanno già compiuto i 65 anni di età. Il paradosso è che questi soggetti, considerati economicamente deboli vista la bassa capacità di spesa e il livello medio dei loro redditti, detengono in realtà una quota molto ampia del patrimonio immobiliare italiano. Il prestito potrà essere erogato per un importo non superiore al valore dell’immobile che viene dato in garanzia e che, quindi, potrà eventualmente essere venduto in caso di restituzione senza che gli eredi si trovino a fare i conti con i debiti contatti dal congiunto.